La storia degli NPC - opere dei partecipanti

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WishList di Metin2 - 12^ Compleanno Metin2.it - Eventi 12^ compleanno Metin2.it

Calendario Eventi Giugno 2019

  • La storia degli NPC - opere dei partecipanti

    Qui potete postare le vostre opere per il contest La storia degli NPC


    Regolamento del forum

    Ma che colpa abbiamo, io e voi, se le parole, per sé, sono vuote? Vuote, caro mio.
    E voi le riempite del senso vostro, nel dirmele; e io nell'accoglierle, inevitabilmente, le riempio del senso mio.
    Abbiamo creduto d'intenderci, non ci siamo intesi affatto. [cit.]



    There's a ray of hope beyond despair
  • La vera storia dell'Npc "Vecchietta"

    La storia che andremo a raccontare ha radici molto lontane, prima che tutto il potere oscuro delle rocce metin prendesse il possesso della terra...
    Anni orsono in questa magnifica terrà vi abitava una dolce bambina tenera e vivace con un piccolo problema fisico, lei infatti fin dalla tenera età aveva delle rughe sul viso e per questo fu subito soprannominata "Vecchietta" da tutti gli abitanti del villaggio ed è così che la chiameremo per tutto il corso della storia...
    Quello che le persone non sapevano è che la vecchietta nascondeva un grande segreto, lei era potente, forse la persona più potente della terra, infatti lei poteva controllare la fortuna e l'amore delle persone e, dato che lei odiava la tristezza e la malvagità, ha sempre usato questo potere in modo benevolo, aiutando i più sfortunati ed i più soli.
    Per molti anni senza mai farsi scoprire ha aiutato la gente di qualunque razza e sesso senza mai essere ringraziata, infatti lei solo a vedere la felicità nel viso delle persone che aiutava si sentiva ripagata di tutto.
    Un giorno la nostra vecchietta vide un giovane sura, dolce e gentile proprio come lei, lui non era solo e non era sfortunato ma sentiva che doveva stargli accanto e aiutarlo per come meglio poteva.
    Col passare del tempo il potere delle rocce metin ha iniziato ad impadronirsi del pianeta e sempre più soldati furono chiamati per combattere questo enorme potere, tra questi c'era anche il sura del quale ormai la vecchietta si era innamorata...
    Un giorno il battaglione in cui vi era il sura ricevette l'ordine di andare ad esplorare per la prima volta la grotta dell'esilio, doveva essere una missione veloce, di massimo 2 notti, ma non fu così...
    Un qualcosa di tragico era successo dentro quell'oscura grotta infatti dopo 10,100,1000 notti nessuno fece più ritorno...
    La vecchietta a questo punto addolorata della sua perdita e piena di rimorsi per non aver mai detto al suo vero amore cosa provava prese una decisione drastica... Decise di sacrificare tutto il suo potere sparpagliando la sua energia in tutto il mondo, in tutti gli esseri viventi del pianeta così che nessuno rimanga senza un po di amore o di fortuna, sperando che più nessuno facesse i suoi stessi errori.
    Da quel giorno la vecchietta è divenuta quello che è oggi, un'anziana signora debole e senza potere che però non ha mai smesso di sognare, infatti lei è ancora in grado di prevedere la fortuna delle persone ma soprattutto è in grado di legare due persone per l'eternità grazie al matrimonio.

    Ah, se vi stiate chiedendo che fine ha fatto il sura beh... da poco si è scoperto essere lo "scheletro di sura" che si trova nella grotta dell'esilio.
  • La Leggenda dell'Uomo Ubriaco

    Gongsun Xuanyuan, conosciuto come l'Imperatore Giallo, era considerato il fondatore della civiltà Cinese. Aveva una residenza in cima al Monte Kunlun, una montagna sorgente di quattro fiumi, e adorava viaggiare con il suo carro per tutto il regno, come fosse un nomade. Si narra che sia lui che i suoi due fratelli, Shentu e Yulei (che si dedicarono allo sterminio dei demoni), fossero di natura divina e immortale.
    Gongsun ebbe una dura lotta con Chiyou, suo figlio. Questi, furioso per non aver ereditato la natura divina e immortale del padre, strinse un patto con il diavolo, lasciandosi impiantare il suo seme nel braccio in cambio di arcani poteri magici. Questo cambiò il suo aspetto fisico: diventò pallido come un cadavere, il braccio con il seme divenne rosso e squamoso, i suoi capelli persero la linfa vitale, drenata dal suo potere, rendendoli bianchi. Cambiò poi il suo nome in Shyu-Rah, per non lasciarsi riconoscere nel regno.
    Chiyou attentò alla vita del padre una volta, ma la potenza di Gongsun era ben oltre la sua portata. L'Imperatore Giallo riconobbe suo figlio, ma nonostante l'affronto decise di perdonarlo.
    Tuttavia, Chiyou tornò nelle Catacombe del Diavolo, da Azrael. Gli chiese un ultimo favore: in cambio della capacità di tramutare le anime in pietra, sarebbe diventato un suo servitore per l'eternità. Tornò quindi al castello nel Monte Kunlun e tentò nell'impresa di tramutare l'anima del padre, ma Gongsun respinse l'attacco, imprigionando Chiyou stesso in una pietra delle anime.
    Azrael, a conoscenza dell'avvenimento, assaltò il castello e s'impossesso della pietra, assorbendone l'essenza. Tuttavia, questo non bastò per tenere testa all'invincibilità di Gongsun. Allora Azrael, prima di ritirarsi, utilizzò quasi tutto il suo potere per scagliare su tutto il regno una potente maledizione. Alcuni dicono di aver sentito Azrael pronunciare la frase: "Come la tua vita e il tuo potere sono senza fine, così sarà per il male che franerà sul tuo regno dal cielo".
    Da quel giorno, in tutto il regno cominciarono a piovere delle misteriose rocce dal cielo. Ovunque queste cadessero, si sprigionava il caos. Una di queste precipitò sul castello dell'Imperatore, e da quel momento un'interminabile bufera di neve si è abbattuta sul Monte Kunlun. Di colpo, dalla pietra, uscirono delle mostruose creature mai viste prima, che iniziarono a uccidere tutti gli abitanti del castello. Purtroppo per loro, Gongsun era lontano, impegnato in un viaggio con il suo carro in giro per il paese.
    Dopo qualche giorno, al suo ritorno, lo spettacolo che si trovò davanti lo sconvolse: l'intero castello era distrutto e tutti i suoi servitori erano stati uccisi. Poi, vide lei.
    Pelle e capelli blu, sguardo luminoso e cristallino, sollevata di qualche centimetro da terra. Il male si era impossessato di lei: Xi Ling Shi, sua moglie, non era più umana. In ginocchio, paralizzato dal dolore, Gongsun resta inerme sotto lo sguardo di quella che ormai era la Strega di Ghiaccio. Lei si avvicinò, sempre levitando e guardandolo fisso negli occhi, prima di sparire per sempre nella bufera.


    Il Monte Kunlun si è trasformato in una landa ghiacciata e desolata. Fu soprannominato Monte Sohan dai sopravvissuti.
    L'Imperatore Giallo Gongsun sparì nel nulla. Si pensa che sia morto nell'incidente del castello, probabilmente ucciso dalla strega.Si pensa che a trasformare la moglie di Gongsun nella Strega di Ghiaccio sia stato qualcuno inviato da Azrael stesso.
    A causa della caduta delle rocce e della scomparsa dell'Imperatore, avvenne la separazione della Cina in due regni. Il regno di Jinno fondato dall'ultimo figlio rimasto dell'Imperatore, Ee-Ryoong, sopravvissuto all'incidente. Il cugino dell'Imperatore Yoon-Yoing creò invece il regno Chunjo, mantenendo la bandiera del vecchio impero. Il regno di Shinsoo nacque dopo la morte di quest'ultimo, grazie alla proliferazione del commercio.I due fratelli dell'Imperatore Shentu e Yulei, a seguito degli avvenimenti, costruirono una torre lontano dalle terre dei regni per bloccare l'accesso alle Catacombe del Diavolo ai più deboli e decisero di passare il resto della loro vita come Guardiani della così detta Torre dei Demoni. I guerrieri in grado di scalare la torre sarebbero stati degni di passare alle Catacombe, nella speranza che potessero anche uccidere Azrael.
    Alcuni guerrieri che avevano conosciuto Chiyou sotto il nome di Shyu-Rah decisero di farsi impiantare il seme del diavolo nel braccio proprio come lui, per emulare la sua potenza. Si fanno chiamare Sura (non è altro che una semplificazione del nome Shyu-Rah). Non è noto come entrino in possesso del seme, dato che l'accesso alle Catacombe del Diavolo è stato limitato.
    Azrael, a seguito della maledizione scagliata sul regno, ha consumato quasi tutte le sue energie. La potenza dell'Azrael che conosciamo oggi è solo un decimo rispetto a quella precedente.

    Nessuno sa che fine abbia fatto Gongsun, ma essendo immortale non può essere stato ucciso.
    Una leggenda metropolitana narra di un uomo, triste e perennemente ubriaco, che da secoli vaga tra i tre regni senza meta, e che guarda caso è comparso poco dopo queste vicende.

    Che sia lui il mitico Imperatore Giallo? Solo il Dio Drago può dircelo...
    Clicca l'immagine per vederla ad alta risoluzione :P

    The post was edited 1 time, last by ChaosEris: Aggiornamento della storia ().

  • Chi vincerà? 8
    1.  
      ottorino (5) 63%
    2.  
      Nuclear (3) 38%
    3.  
      Waspone (2) 25%
    4.  
      Pinwa (2) 25%
    5.  
      Amaranth (2) 25%
    6.  
      Olly92 (1) 13%
    7.  
      Mikytes (1) 13%
    8.  
      rotom10 (0) 0%
    9.  
      Intotheloop (0) 0%
    10.  
      NagatoUzumaki (0) 0%
    11.  
      kolossus (0) 0%
    12.  
      Devileo82 (0) 0%
    13.  
      147gta (0) 0%
    14.  
      Xtrems (0) 0%
    15.  
      pelosona666 (0) 0%
    16.  
      Arsenard (0) 0%
    17.  
      SignoBoss (0) 0%
    18.  
      RyGeki (0) 0%
    19.  
      jimmyxx94 (0) 0%
    20.  
      ReNabbo (0) 0%
    21.  
      Zetec (0) 0%
    22.  
      morand (0) 0%
    23.  
      blizzard91 (0) 0%
    24.  
      _Ab3L_ (0) 0%
    25.  
      Hardrock (0) 0%
    26.  
      Parranda (0) 0%
    27.  
      Afrodite993 (0) 0%
    28.  
      Schopenhauer (0) 0%
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      Mule; (0) 0%
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      MONKEYMAS (0) 0%
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      TinyTerroR (0) 0%
    32.  
      Vexpower (0) 0%
    33.  
      Alpha_Project (0) 0%
    Egli era il primo degli Shamani.
    In tempo di pace potè affinare le sue tecniche, era divenuto un maestro della dottrina del Drago e della dottrina della Guarigione. Ma la sua grande saggezza lo portò a scoprire nuovi sentieri della magia, sentieri che mai più furono battuti da alcuno shamano. Sentieri che neanche coloro che han donato la propria anima alla Magia Nera hanno scoperto.
    E che mai più verranno portati alla luce, perché l'influenza delle rocce Metin è troppo estesa, è un virus che infesta tutto, dal più pacifico dei cani al più violento dei Guerrieri Fiamma. Ed è per questo che egli, raggiunti questi grandi poteri, ha preferito non divulgarli. È troppo rischioso, e troppo rischioso sarà in futuro, perché ormai la razza umana è corrotta, è avida, desidera più potere di quanto ne abbia mai desiderato prima. E distruggere le rocce Metin non basterà, potrà forse far tornare normali gli animali, potrà forse rendere meno aggressivi alcuni dei mostri di più bassa forza e intelletto. Ma i grandi demoni sono stati risvegliati, da Razador ad Azrael, da Nemere a Jotun Thrym.
    E gli umani...gli umani, debole razza che ha ormai assaporato la via della corruzione. Che mai più se ne libererà. Credono di fare del bene, ma stanno devastando il mondo. Ed egli può solo guidarli, perché grandi, tanti e forti sono i suoi poteri, ma non senza limiti, nel cuore degli altri non gli è dato vedere. Ma vede un mondo in rovina, distrutto da demoni e umani, tutti con poteri ai loro occhi così grandi, ma in realtà così minuscoli. Avevano il potenziale di diventare degli dei loro stessi. Onnipresenti, onnipotenti, immortali. Ma si sono lasciati corrompere, ed egli stesso ha preferito abbandonare gli studi che lo avrebbero elevato al di sopra degli altri, nascondendosi in bella vista. Quando una cosa diventa normale, neanche ci si accorge della grandezza a cui si sta assistendo!
    Ma gli uomini sono ciechi. Vanno da lui chiedendogli un aiuto, ed egli un aiuto dona, sperando che venga utilizzato nel modo migliore e per il bene dell'intero creato. Ed utilizza la sua arte, senza nasconderla. Ma è passato il tempo dei saggi, dei curiosi e dei desiderosi di apprendere con calma e disciplina. Ora si desidera solamente essere più forti, più resistenti! Come se uccidere il Beran Setaou potesse estirpare il male dal mondo, come se bastasse distruggere le rocce Metin per veder cancellate le nefandezze compiute in nome del bene.
    E quindi? Si chiudono gli occhi dinanzi a ciò che egli compie perché vanagloriosi come sono, gli umani non pensano di poter apprendere qualcosa da colui che è poco più di uno schiavo nei villaggi. E non guardano, non si fanno domande, perché se non hai una spada scintillante o degli artigli appuntiti non sei nessuno.
    Ed egli, presente ovunque, continua indisturbato a trasportare gli umani, con la speranza mai sopita che possano fare del bene.
    Ma li trascina solo verso il baratro, ogni giorno di più. Diventano più forti, sconfiggono demoni e creano le fondamenta stesse di quello che sarà il loro cimitero.
    E, silenziosi, continuano a pagare per essere spostati da un luogo all'altro, senza chiedersi come ciò sia possibile. Senza chiedersi come faccia ad essere ovunque. Senza sapere che hanno davanti un semi-dio. Senza chiedersi chi davvero sia colui che chiamano, quasi con disprezzo, Teleporter.
  • Questa storia risale a un tempo lontanissimo, un tempo in cui il terrore riecheggiava in tutti i villi. L’oscurità faceva da padrona e le persone più deboli venivano sopraffatte dagli eventi. Ad un certo punto, però, qualcuno si stufò di questa vita, aveva visto troppe persone soffrire e decise di ribellarsi a questa nera epoca.
    Iniziò ad allenarsi ogni giorno, dapprima combattendo contro i cani selvaggi poi affrontando fiere sempre più feroci.
    La forza ed il coraggio, però, non erano sufficienti. Sentiva che mancava qualcosa, che doveva apprendere più conoscenze possibili per poter cambiare il mondo.
    Decise di affidarsi agli insegnamenti di Uriel, di leggere tutti i libri di Soon e di imparare a suonare da YuHwan tutte le canzoni che i bardi utilizzavano per darsi forza prima di cominciare una guerra.
    Finito l’addestramento era giunto il momento di completare il proprio equipaggiamento.
    Chaegirab e il fabbro del villaggio forgiarono la sua spada. L’armatura, invece, la ricevette in dono da suo padre.
    Non presentavi ornamenti sgargianti o chissà quali poteri speciali, ma era appartenuta a sua madre e lei, che non l’aveva potuta conoscere, si sentiva orgogliosa di poterla indossare, anche se con un velo di tristezza che riuscì appena a trattenere.
    Baek-Go, infine, le diede tutte le pozioni di cui disponeva perché, dopo alcune battaglie, avrebbe sicuramente avuto bisogno di rifocillarsi.
    Questa eroina (anche se lei si sentiva solo una persona normale con la voglia irrefrenabile di cambiare il mondo) provava un sentimento profondo per il Mercante d’armi, con cui però non ebbe la forza di parlare. Gli lasciò solamente un biglietto con la frase “Aspettami, amore mio.”
    Inizia così il viaggio della Bottegaia.
    Trovò i primi banditi sulla strada per il secondo villaggio. Non erano che semplici sgherri, pedine deboli di un signorotto che governava quella regione. Non ci mise molto a stenderli e continuò il suo viaggio.
    Man mano che si avvicinava al castello, anzi, alla torre, le battaglie diventavano sempre più frequenti e i nemici sempre più agguerriti quasi come non fossero umani, ma demoni.
    Dopo numerosi combattimenti la Bottegaia riuscì ad arrivare al centro della torre e decise di affrontare lo Spirito della Morte.
    Questo boss le scagliò addosso orde e orde di nemici, e la battaglia fu lunga e cruenta.
    Dopo mesi di lotta estenuante la Bottegaia si rese conto di essere rimasta con una sola pozione per curarsi.
    Le ferite erano troppe e quell’unica speranza di alleviare le proprie sofferenze non poteva bastare.
    A questo punto prese la fiala tra le sue mani, la aprì e pregò in silenzio. Ripensò a tutti i suoi cari, e al suo amore, che forse non avrebbe più potuto rivedere. Una lacrima gli scese lungo il viso è cadde dentro la fiala.
    In quello stesso momento una luce la illuminò. Era la dea Bahar-Taraji che, commossa dalle gesta di questa persona decise di intervenire e di infonderle nuovo coraggio. Le disse di non aver paura, che avrebbe vinto la guerra. Doveva utilizzare la pozione guaritrice non per riprendersi dalle ferite ma per uccidere definitivamente lo Spirito della Morte.
    Con tutto il coraggio e la forza che aveva in corpo puntò dritta al boss, schivando il più possibile tutti i mostri che la accerchiavano.
    Con un ultimo sforzo saltò addosso allo spirito e gli fece ingerire la pozione. Subito dopo si staccò, cadde al suolo e svenne.
    Quando la Bottegaia riprese conoscenza, si guardò intorno e l’unica cosa che vide fu il cadavere della sua nemesi sdraiato al suolo, privo di vita.
    Questa notizia echeggiò come un lampo in tutti i villaggi di tutte le regioni e molti uomini iniziarono a prendere coraggio e decisero di perseguire lo stesso scopo della Bottegaia.
    Questa, una volta presi tutti i tesori della torre dei demoni, tornò a casa dai suoi cari. Era troppo stanca per poter intraprendere ulteriori battaglie, ma voleva comunque di avere un ruolo fondamentale nell’aiutare i numerosi eroi provetti che emergevano.
    Decise così (visto l’importanza della sua pozione nella vittoria contro la Morte) di fare la Bottegaia.
  • Nell'epoca in cui viviamo, tutti lo conoscono come "il topo di biblioteca", c'ė chi addirittura stenta a credere che una persona del genere possa essere sposata.
    Questa storia parla proprio di Soon, l'allievo del Saggio Uriel.
    Dieci anni prima dell'avvento delle rocce metin con il successivo caos generale che sta ancora trascinandosi dietro guerre e devastazioni, il giovane Soon aveva soltanto 28 anni.
    Era un soldato, uomo dalle grandi prospettive all'interno delle forze militari.
    Sin da giovane, stravedeva per Uriel, il grande studioso dei fenomeni naturali della contea. Negli ultimi anni però, poco prima della caduta delle rocce a noi conosciute come Metin, Uriel perse di credibilità, venendo riunchiuso nelle prigioni del villaggio, poichė considerato ormai anziano e pazzo.
    Il giovane Soon, dovette quindi rassegnarsi all'idea che quell'uomo che stimava tanto avesse in fin dei conti ragione, mettendoci una pietra sopra..per sempre.
    Da piccolo infatti, Soon sognava di diventare uno studioso, il migliore del mondo orientale, sogni spezzati però dal padre, grande amico del comandante della città, che lo costrinse ad arruolarsi all'età di soli 13 anni.
    Da quel giorno Soon continuò in segreto i suoi studi riguardo la cultura, l'economia e la storia del suo villaggio, fino a quando un giorno, Uriel arrivò da lui, supllicandolo di credere alle sue parole: "una tragedia stava per avvenire nel loro villaggio".
    A tali parole, Soon rimase turbato e chiese consiglio al comandante della città, il quale, ridendo all'impazzata per quello che aveva appena udito fece arrestare Uriel senza la minima esitazione.

    Due anni dopo, esattamente il 21 del secondo mese dell'anno, due enormi masse celesti si scontrarono nrll'atmosfera, causando un'enorme pioggia di piccole meteore, dall'aspetto apparentemente insignificante, ma dall'aura spaventosamente negativa. Da allora, Soon decise di seguire Uriel, lo fece scarcerare, si congedò dalla carriera militare e inizio le sue ricerche, che però ancora oggi, non hanno portato alla soluzione del mistero delle rocce metin e al suo possibile annientamento.
    "VAI A PIANGERE SUL FORUM"
  • Dopo lunghissimi anni di studi, analisi di antiche pergamene, riflessioni, introspezioni e soliloqui, un cittadino del villaggio intuì il segreto della piena essenza del Creato.
    Sconcertato nel profondo da tale rivelazione, decise di dimenticarla ubriacandosi.

    Ora vaga per il villaggio portando sempre con sé la borraccia di legno contenente la sua unica fonte di sollievo, l'unico escamotage per dimenticare una verità che tutti ricercano, ma che nessuno vorrebbe realmente conoscere.
    Un'esistenza condotta nel timore di incrociare un qualsiasi sguardo in grado di far riaffiorare alla memoria quelle pungenti verità.
    È possibile incontrarlo lì, titubante, vagante nel vuoto.
    Qualcuno lo deride, altri si fanno una foto insieme a lui, altri ancora lo guardano con sospetto.
    Lui non proferirà mai parola nonostante il vino. Ha deciso che per il bene del pianeta, e dell'universo stesso, tale segreto morirà insieme a lui, senza che nessuno ne venga mai a conoscenza.
    È un personaggio senz'ombra di dubbio schivo: se starete troppo a lungo accanto a lui, deciderà di allontanarsi un po', ma poco per volta, senza dare troppo nell'occhio.
    Nessuno comprende in realtà il suo dolore, il peso che egli deve portare segretamente dentro di sé quotidianamente.

    Un tempo gli piaceva discutere del più e del meno con le persone, si informava sulle storie di viaggio dei veterani e dei neofiti: spesso e volentieri chiedeva loro di portargli souvenir da terre lontane. Era una persona curiosa. Amava confrontarsi con Soon e Uriel su argomenti filosofici di svariato genere e, spesso, loro stessi si congratulavano col nostro caro cittadino per le sue brillanti idee. Forse, troppo brillanti. Una mente così ha un grande potere, ma pur sempre umana resta, con pregi e difetti. Forte di questa grande intelligenza, debole nell'animo e nel coraggio.
    Decise percui di affogare le sofferenze dettate dall'intelletto nella sua stessa distruzione.

    300 parole? Ne bastano assai meno per narrare questa storia. :beer:

    The post was edited 1 time, last by SussurroNero ().

  • Il Primo eroe

    Erano già passati due anni da quando il primo metin era caduto, un cielo cupo avvolgeva tutto il villaggio l'aria resa più pesante dall'ululare dei lupi grigi. In molti si erano abituati o fingevano di averlo fatto. Ma ovunque si andasse che fosse dalla bottegaia, da octavio o dal mercante di armature il discorso sulla bocca di tutti era sempre lo stesso, sempre quello: quelle maledette rocce malefiche che avevano trasformato tutti gli animali in bestie feroci e gli esseri che vivevano pacifici nelle zone vicine in mostri senza cuore pronti a distruggere uccidere e saccheggiare.
    I primi eroi erano già arrivati nei villaggi, e la situazione cominciava a sembrare quasi vivibile ma non era così per lui, non era così per Il Fabbro. Lui era stato il primo “eroe” il primo vero combattente, fu lui a distruggere il primo metin e respingere i primi branchi dei cani selvaggi. Aveva anche affinato la sua tecnica come artigiano per poter migliorare tutti gli equipaggiamenti dei primi, che vedendolo combattere, avevano impugnato il coraggio in una mano e la spada nell'altra. La sua dedizione per il villaggio non era mai stata messa in dubbio da nessuno il suo amore per il suo popolo era motivo dell'ammirazione che molti avevano per lui. Ma era tutta una bugia, o meglio lo era diventata dopo quel maledetto giorno.
    Lui e il suo più fedele amico Pung-Ho avevano appena vinto la loro prima vera battaglia contro la scrofa e il bera. Ebbri dell'adrenalina della battaglia pensavano che nulla fosse più in grado di fermarli, si addentrarono nei fitti boschi che circondavano il villaggio mietendo vite di cani, lupi e cinghiali. Quando apparve lei, ritta in piedi esile come un fuscello ma dallo sguardo penetrante come una lama appena affilata, il Fabbro senti un brivido percorrergli la schiena ma non disse nulla, guardò il suo compagno di ventura e partirono all'attacco. Capì subito che la Jin-hee non era un avversaria alla loro portata, e per quanto la battaglia fosse avvincente erano due uomini pesantemente armati contro un essere che sembrava ballare tra le lame con solo una daga in pugno.
    Dopo una serie di scambi che sembrava essere infinita il fabbro vide che il suo compagno era a terra, ma lui non demordeva, poteva ancora batterla...caricò una volta ed un'altra ancora stava vincendo! Poi tutto accadde talmente velocemente che quasi sembrò irreale, un piede in fallo cadde a terra la sua ascia gigante troppo ingombrante per rialzarsi velocemente e lei in un baleno fu su di lui, la lama che levò scintillava come una perla al chiaro di luna, chiuse gli occhi e pregò il Dio drago. E la lama non lo toccò mai, quando aprì gli occhi vide il colossale amico che teneva stretta tra le sue possenti braccia l'avversaria troppo debole e stanca per riuscire a liberarsi da quella morsa il Fabbro si alzo raccolse la sua ascia che calò pesantemente e senza nessuna pietà sulla Jin-hee. Rimase a terra inerme. Ma qualcosa non andava non sentiva urla di giubilo del suo compagno e si rese conto che il ventre dei Pung-Ho era aperto da un fianco all'altro, il suo amico stava morendo.
    C'era solo una persona in grado di poterlo aiutare, quel farabutto di Balso “il traditore” tutti sapevano che aveva a che fare con la magia dei metin, fasciò il ventre del compagno meglio che poté lo caricò in spalla e corse nel villaggio vicino. Trovo Balso che armeggiava dalle parti delle stalle, quando il Fabbro arrivò lo guardò torvo con quel fare sospettoso e disse: “il Dio Drago ti benedica fabbro... so perchè sei qui, ma quello che vuoi chiedermi ha un alto prezzo”
    “pagherò quello che chiedi, ma salvalo” fu la risposta dell'eroe
    Balso raccolse strane erbe e intonò canzoni in lingue che nessuno comprendeva, tra fumi di strani colori e quella terrificante cantilena Pung-Ho balzò in piedi più forte che mai, nemmeno una goccia di sangue scendeva dal ventre orrendamente ricucito. Guardò il Fabbro negli occhi e mentre si incamminava chissà dove, disse soltanto”meglio la morte che questo...”
    Il fabbro era intontito riusci solo a pensare -Dio cosa ho fatto??-
    Balso Guardò il Fabbro e disse “adesso è un servitore dell'oscuro, sarà il guardiano del covo dei ragni...” disse un'altra frase in quella lingua assurda e alzò un braccio verso il Fabbro e aggiunse “anche il tuo debito è saldato”
    Il Fabbro non capiva cosa stesse succedendo ma per un momento si sentì debole e perse i sensi. Si svegliò in casa sua nel suo letto, penso che fosse stato tutto un sogno ma capì che non era così quando guardò il suo primo martello appeso sul camino...lo riconobbe, sapeva cos'era ma non sapeva più come usarlo...